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Arte e storia Culture

Il Museo del Novecento a Milano

– di Laura Paris-
Siamo in una bellissima piazza italiana: Piazza del Duomo a Milano.
Qui, presso il palazzo dell’Arengario, ha sede il Museo del Novecento.

Nato con il preciso intento di “Diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento per generare pluralità di visioni e capacità critica” ed inaugurato a dicembre del 2010, il museo vanta 5000 m² di area espositiva.
La visita è coinvolgente sul piano fisico, oltre che intellettuale, e lo si capisce fin dall’accesso alla zona espositiva che avviene attraverso una rampa elicoidale le cui fattezze rimandano all’illustre antecedente Newyorkese (Museo Solomon Guggenheim); non appena imboccata tale rampa, il percorso espositivo si dipana ai nostri piedi.
Questi ultimi sono liberi di percorrere le sale senza bisogno di interpellare alcuna cartina, perché il susseguirsi degli ambienti risulta chiaro, coerente e filologicamente encomiabile.
Le opere si susseguono secondo un criterio cronologico ed il loro valore si presagisce già dalla prima esposta: il monumentale “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Segue uno strepitoso “assaggio” dell’Avanguardia internazionale (saletta in cui, a pochi centimetri di distanza si fanno compagnia Klee, Mondrian, Matisse, una natura morta di Braque ed una di Morandi, una Composizione di Kandinsky, 3 Picasso, 2 teste femminili ed il “Ritratto di Paul Guillaume” di Amedeo Modigliani) dopo il quale ci troviamo in un lungo corridoio che esplora il dinamismo plastico di Boccioni, di cui sono presenti 20 dipinti e due sculture (avete presente il verso dei 20 eurocent italiani?), e il futurismo italiano (Carrà, Balla, Depero, Severini, Sironi…).
Si passa poi ad una serie di salette monografiche di artisti del calibro di Giorgio Morandi, Giorgio de Chirico e Arturo Martini che preannunciano gli esiti degli ambienti successivi, dedicati al Novecento Italiano, al Paesaggio tra le due guerre, all’Arte monumentale, ai Postimpressionismi/Arcaismi/Realismi fino ad arrivare all’Astrattismo.
Ed è proprio lì dove la cronologia del Novecento lascerebbe lo spazio all’orrore del secondo conflitto mondiale, che il museo crea uno spazio in cui ritrovare la pace dei sensi (non per niente vi si svolgono degli incontri di Yoga).
La Sala Fontana è infatti strepitosa, non tanto (o non solo) per il suo contenuto, ma per la straordinaria vista che spaziando a 180 gradi su Piazza Duomo permette di ammirare, in religioso silenzio, il brulichio delle folle che si muovono tra la Cattedrale e la frequentatissima Galleria Vittorio Emanuele.
Ma non finisce qui: il Museo ha in serbo per noi ancora mezzo secolo di sorprese che trovano spazio negli ambienti dedicati ad Alberto Burri, all’Informale segnico e gestuale (Capogrossi, Vedova, Novelli…) alla rivista Azimuth e Piero Manzoni (la cui “Merda d’artista” se ne sta qui ben compressa nella scatoletta n. 80), all’Arte cinetica e programmata, alla Pop Art  (Valerio Adami, Mimmo Rotella, Enrico Baj) sino a finire con l’Arte Povera (Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis).
A quanti spesso sento dire: “Uffa, domani mi tocca andare a Milano per lavoro” d’ora in poi saprò cosa consigliare, certa che tra la quasi 400 opere esposte ognuno possa trovarne una in grado di farlo riflettere, sconcertare o anche solo emozionare.
E in questi tempi “bui”, di emozioni, abbiamo tutti -più o meno consapevolmente- un sincero bisogno.

Laura Paris

Museo del Novecento – Via Marconi 1, Milano
Orario: Lunedì 14:30-19:30, da martedì a domenica 9:30-19:30 (giovedì e sabato sino alle 22:30)
Biglietto: 5€ intero, 3€ ridotto (il venerdì ingresso gratuito dalle 15:30)
Per info e prenotazioni: +39 02/88444072

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