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Friuli mandi Nepal namastè

– di Francesca Versienti –

Il Friuli di ieri. Il Nepal di oggi. Un confronto fra lingue, culture, persone. Tanto lontane in apparenza. Drammaticamente vicine nella realtà. Inizia così il film-documentario “Friuli Mandi Nepal Namastè”. Tanti progetti che con relativamente pochi soldi hanno permesso a bambini di piccoli villaggi lontani dalle rotte turistiche di studiare, di lavorare, di curarsi, di avere acqua potabile, di salvarsi dalla miseria dovuta alla guerra civile o dallo sfruttamento minorile. È per questo che Konrad non poteva esimersi dal sostenere un’iniziativa così lodevole e lo vuole fare lasciando spazio al Presidente dell’Onlus, Massimo Rossetto.

Il documentario che racconta la vostra avventura di solidarietà si apre con una domanda che anche a me è venuta spontanea, perché il Nepal? Potresti raccontare ai lettori cosa ti ha portato ad impegnarti per questo paese meraviglioso?

 Kathmandu giugno 2000 sosta obbligata per il Tibet. Un trekking “solitario” con un gruppo di pellegrini indiani verso il Kailash, la montagna sacra. Nell’attesa dei visti il viaggiatore scappa dalla ormai invivibile città e si rifugia nelle colline che la circondano, ed è qui che quasi fortuitamente sono venuto in contatto con una piccolissima scuola situata a fianco del sentiero in un inutilizzato opificio. Il successivo viaggio nel 2001 verso il campo base dell’Everest non ha fatto altro che confermare il legame che si era formato con questa gente. Così piano piano la scuola è cresciuta soprattutto con il nostro aiuto che ha permesso di garantire uno stipendio ai maestri (60-80 € annui) fino alla costruzione del nuovo edificio nel 2007 dopo soli 9 mesi di lavoro, che ha visto coinvolta tutta la vallata. Le nostre costanti visite annuali ci hanno fatto conoscere ed apprezzare dai locali e questo ci ha consentito di entrare più profondamente nel loro quotidiano facendoci scoprire lati inaspettati.

Che cosa unisce il Friuli dei nostri nonni e il Nepal odierno? Qual è secondo te, il filo sottile che li lega indissolubilmente?

Dal 2008, fine della monarchia e inizio del processo democratico, il Nepal sta vivendo un forte sviluppo verso la “modernità” accollandosi anche tutti i lati negativi che questo comporta su una popolazione con grossi limiti di alfabetizzazione. Sembra di rivedere i nostri documentari del dopoguerra, e le analogie sono molto forti soprattutto con la nostra montagna per cui credo che sia stato automatico l’accostamento con il nostro passato recente.

 “Friuli Mandi Nepal Namastè” racconta dei vostri progetti: scuole, presidi medici, case famiglia, acquedotti. Dal documentario si evince che l’Onlus punta molto sull’istruzione e l’indipendenza lavorativa futura di questi bambini.

 Mi rendo conto che il nostro lavoro è una goccia d’acqua nel mare ma siamo sempre più determinati a continuare nel campo dell’istruzione primaria in luoghi remoti dove difficilmente il governo metterebbe mano. La nostra attenzione è rivolta principalmente a quelle situazioni di estremo degrado e disagio figlie di un decennio di guerra civile passata inosservata. L’istruzione permette loro di guardare ad un futuro più dignitoso e sereno nella consapevolezza del meraviglioso paese in cui si trovano.

 Ma voi puntate anche all’indipendenza economica dei vostri progetti. Di sicuro la vostra filosofia non si fonda sull’assistenzialismo.

Ogni nuovo progetto nasce dopo anni di relazioni e specifiche conoscenze dove vengono determinati tutti i necessari parametri affinché l’opera sia delle dimensioni giuste, ma un particolare occhio di riguardo viene sempre dato ai materiali usati e alle persone che per nostro conto controlleranno lo stato dei lavori. Vengono reclutate solo maestranze locali. Normalmente concordiamo con i responsabili delle scuole dei periodi di 5 anni, in cui la nostra Onlus partecipa alla messa a regime della scuola con sostegni a distanza da parte dei nostri soci per le famiglie più bisognose. E’ richiesto loro un coinvolgimento in un master plan che li indirizzi verso un’agricoltura biologica nel rispetto ambientale che consenta loro di sviluppare in futuro la loro area anche a livello turistico.

Penso all’Italia e come nel nostro paese sia difficile anche solo mettere in moto la macchina della solidarietà. In Nepal avete avuto problemi con le autorità?

Non ci sono mai stati problemi anche vista la limitata entità dei nostri progetti, le richieste ci vengono fatte da gruppi di genitori o da rappresentanti di intere comunità o clan, per cui tutti gli iter burocratici, tra l’altro molto modesti, vengono portati avanti da loro. Normalmente sono progetti che si concludono entro 12 mesi e questo ci mette al riparo da un’inflazione a due cifre e soprattutto non creiamo illusioni.

 Parliamo anche un po’ del documentario, com’è nata l’idea di divulgare i vostri progetti attraverso la forma cinematografica?

 Ho conosciuto il regista Giorgio Gregorio durante il Festivalbruna nell’agosto del 2011. Non lo conoscevo di persona ma solo grazie ai film che aveva girato con i nostri Presidenti Onorari Nives Meroi e Romano Benet per cui mi son fatto coraggio gli ho spiegato il nostro lavoro e  spudoratamente gli ho chiesto se poteva fare qualche cosa per noi. Nella primavera 2012 è arrivata la tanto attesa telefonata che mi confermava la sua disponibilità. Da quel momento è iniziato l’iter autorizzativo che, anche grazie al beneplacito del presidente Tondo ha permesso al team di ripresa di essere con noi nell’autunno 2012. Quanto sia riuscito a creare dopo 15 intensi giorni di ripresa è meraviglioso, il film è stato fatto da professionisti ma la conferma dell’importanza di quanto stavano facendo l’ho percepita vedendo il loro coinvolgimento emotivo che ha suggellato i tanti sforzi che molte persone hanno prodotto in questi 15 anni. Il film non è stato finanziariamente impattante per noi in quanto oltre ai costi di competenza regionale il resto è stato appianato dal Salumificio WOLF di Sauris, al nostro fianco da tanti anni.

 E infatti “Friuli Mandi Nepal Namastè” non lavora da sola.

La nostra Onlus nel corso di questi anni è diventa il punto di riferimento per altre associazioni che da sole non avrebbero avuto modo di intraprendere progetti impegnativi, abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza e conoscenza e insieme abbiamo fatto delle cose veramente egregie, a Loro e a tutti i nostri sostenitori va il nostro più sentito ringraziamento.

I vostri progetti futuri invece su che cosa si concentreranno?

La qualità di questo film ci consentirà di presentarlo ad un pubblico più vasto: nelle scuole e associazioni. E’ in fase di costruzione un edificio scolastico di 8 aule a Phulkarka alle pendici del Manaslu, verranno destinate alla sezione agraria di una scuola superiore, ma il nostro sogno nel cassetto resta sempre quello di poter costruire una nostra casa famiglia dove riunire i 35 orfani che tutt’ora sono sotto la nostra tutela, purtroppo in due case separate in affitto. Resta da definire la parte burocratica e poi si partirà con lo stesso entusiasmo e forza del primo giorno.

 

Sito internet: www.mandinamaste.net

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