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Nucleare, allarme Legambiente: “Preoccupano i dati sull’illegalità nella gestione dei rifiuti”

“Preoccupano in Italia i numeri sulle illegalità nella gestione dei rifiuti radioattivi: dal 2015 al 2019, il lavoro svolto dall’Arma dei carabinieri, attraverso il Comando Tutela Ambiente e il Cufa, ha portato alla denuncia di 29 persone, con 5 ordinanze di custodia cautelare, 38 sanzioni penali comminate e 15 sequestri effettuati a seguito dei 130 controlli effettuati”. È quanto evidenzia Legambiente, nel nuovo report che fa il punto sull’eredità nucleare italiana, sul problema del traffico e smaltimento illegale e sulla situazione europea.

L’esistenza di un’illegalità ‘sommersa’ viene confermata anche dai dati del ministero della Giustizia pubblicati nel Rapporto Ecomafia 2020: dal 2015 (anno di entrata in vigore dei delitti contro l’ambiente tra cui quello di traffico e l’abbandono di materiale ad alta radioattività) al 2019 i procedimenti penali avviati sono stati 25, di cui ben 14 contro ignoti (anche a causa del fenomeno delle cosiddette “sorgenti orfane” abbandonate tra i rifiuti e di cui non si riesce a tracciare l’origine), con 10 persone denunciate e un arresto.

Tra le inchieste, l’ultima in ordine di tempo, ha visto impegnata lo scorso febbraio la Direzione distrettuale antimafia di Milano che è riuscita a smantellare un’associazione a delinquere, con forti connessioni con la ‘ndrangheta, attiva nel traffico illecito di rifiuti, tra cui anche 16 tonnellate di rame trinciato contaminato radioattivamente.

L’immagine è di Laurentiu Morariu (Unsplash)

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