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Ambiente

PM10, Italia condannata dalla Corte di Giustizia europea: per l’Emilia-Romagna prioritario ridurre l’inquinamento

La Regione Emilia-Romagna adotta misure straordinarie per ridurre l’inquinamento e lo fa insieme ai sindaci. “Direi che non c’è solo bisogno dei Comuni in questa sfida, ma di tutte le Regioni del bacino padano, l’aria non si ferma ai confini ed è per questo che con Lombardia, Veneto e Piemonte, stiamo provando a condividere strategie e regole”. Lo dice l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo. “L’Italia, – spiega – il 10 novembre 2020, è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea per la procedura di infrazione sulle PM10 ed entro marzo dobbiamo attivare un piano straordinario di misure.

Pertanto, diventa fondamentale uno sforzo collettivo”. “Per quanto ci riguarda – aggiunge Priolo – abbiamo lavorato agli interventi per la qualità dell’aria insieme ai Comuni, ma anche alle associazioni di categoria, un atto importante e necessario di democrazia e responsabilità condivisa. Sarebbe stato impossibile pensare a questi interventi senza il loro pieno coinvolgimento. Ridurre l’inquinamento deve essere la nostra priorità. Senza se e senza ma”.

E, per questo, “ci sarà bisogno del contributo di tutti perché solo così potremo migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini, il bene più prezioso di una comunità, come ci ha tristemente insegnato quest’anno di pandemia. Solo attraverso una consapevolezza collettiva e
comportamenti coerenti e rispettosi, potremo garantire alle giovani generazioni una comunità più sicura dove studiare, lavorare, vivere e crescere”.

“Attualmente – ricorda Priolo – una parte della scienza è impegnata in importanti studi sulla correlazione tra inquinamento e Covid. E se da una parte alla domanda se l’inquinamento atmosferico, in particolare le polveri sottili, possono veicolare il virus, la risposta sembra essere negativa – ovvero sulle polveri sottili sono state trovate tracce di Rna (cioè di materiale genetico) del virus, ma queste non sembrano avere una carica virale sufficiente per essere contagioso -, è altrettanto riconosciuto che l’inquinamento dell’aria è tra le principali cause di insorgenza di malattie respiratorie, soprattutto asma bronchiale e broncopneumopatia cronica ostruttiva”.

“A subire le conseguenze maggiori – aggiunge – sono i gruppi più vulnerabili della popolazione, che quindi sono già esposti e che in virtù della pandemia hanno maggiori fragilità. Infatti, come abbiamo purtroppo imparato, il virus ha conseguenze più serie, fino ad essere letali, su persone affette già da altre patologie, in particolare se legate all’apparato respiratorio”.

Per Priolo “è chiaro che questo dato, non può lasciare indifferenti i cittadini più sensibili al tema, ma soprattutto non deve lasciare insensibile il decisore pubblico che è chiamato a tutelare
l’incolumità delle persone”.

“Come ben sappiamo – spiega l’assessora Priolo – questa situazione è determinata da vari fattori: alta concentrazione di attività  industriali e zootecniche, densità di popolazione e dunque emissioni da  traffico e riscaldamento edifici e, cosa che gioca un ruolo assai rilevante soprattutto nel bacino padano, condizioni meteoclimatiche assai sfavorevoli. Dobbiamo quindi agire con forza e determinazione su questi aspetti, mettendo in campo un piano straordinario che preveda da una parte investimenti che accompagnino imprese e cittadini, che devono diventare nostri alleati in questa sfida, dall’altra regole chiare ed infine metodi di attuazione delle misure che tengano in considerazione le condizioni climatiche.  Partiremo quindi nel 2021 con un piano triennale di investimenti”. In dettaglio, “nel solo anno in corso – fa notare Priolo – la Regione attiverà 21 milioni di euro di risorse, fondi che intendiamo riconfermare se non addirittura potenziare nel 2022 e nel 2023. Nello specifico i finanziamenti saranno destinati al sostegno della mobilità sostenibile (percorsi casa-lavoro e casa-scuola, aumento delle piste ciclabili, sostituzione dei mezzi più inquinanti nella pubblica amministrazione), alla sostituzione delle stufe inquinanti e a investimenti in agricoltura per la copertura delle vasche di stoccaggio degli effluenti zootecnici o per l’adozione di nuove tecnologie per gli spandimenti”.

La foto è di David Lee (Unsplash)

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