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Teatri di confine

L’essere solare:la terra e l’ulivo

– di Stefano Crisafulli –

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Gli ultimi raggi del sole fanno capolino tra gli alberi. Quegli alberi sono ulivi e sui loro rami molte persone si godono lo spettacolo. E non avrebbero mai pensato di andarci, lassù, se non avessero deciso di partecipare al seminario di Danza Sensibile, tenuto dal coreografo e danzatore Claude Coldy a Tuscania, un paesino medievale dalle parti di Viterbo, nel Lazio, dal 15 al 20 luglio. Il seminario, che viene organizzato ogni anno dall’Associazione Vera Stasi nell’ambito del progetto estivo Costruire un corpo che danza, ha un nome semplice e suggestivo: L’essere solare.

La Danza Sensibile è un approccio al movimento e all’espressione ideato dallo stesso Coldy nel 1990, grazie all’incontro con una coppia di osteopati francesi, J. L. Dupuy e M. Guyon. Essa si propone di ripercorrere le tappe filogenetiche dell’essere umano che lo hanno portato alla verticalizzazione, per capire meglio come ci si muove e quali e quante possibilità ci sono per portare il nostro corpo nel mondo. Ciò avviene per mezzo dell’ascolto dei messaggi corporei e con l’acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio movimento. Tra gli allievi, come del resto è accaduto anche in questo seminario a Tuscania, ci sono danzatori, ma anche insegnanti, attori, terapeuti e cantanti.

Tutto questo lavoro, che già in studio ha un’efficacia notevole, diviene ancora più potente e significativo in natura. Ad esempio, com’è capitato a chi scrive, su un campo di ulivi, ma c’è anche la possibilità di svolgerlo nella Foresta Nera, oppure in mare, a Maratea. Cosa cambia? In primo luogo, per quanto riguarda il campo di ulivi, il contatto con la terra. Passare dall’asfalto delle città alla terra umida e accogliente del campo, levare le proprie calzature e appoggiare il piede sul suolo  è stato già un cambiamento rivoluzionario, almeno per me. Il secondo passaggio, prendere familiarità con gli ulivi, giocare con i loro rami e salirci sopra fino a sfiorare le foglie e i frutti è stato altrettanto importante.

E si scopre che entrare in relazione con la Natura significa anche entrare in relazione con noi stessi e con gli altri. Nel lavoro di Coldy c’è sempre un grande rispetto alla base di ogni pratica. Rispetto per gli ulivi in quanto esseri viventi, rispetto per la terra che ci sostiene e rispetto reciproco tra tutti i partecipanti. ‘Gli ulivi – spiega Coldy – sono esseri solari, che si adattano a qualsiasi terreno. La loro forma è simile a una mano: i rami sono le dita e il cuore dei rami è il palmo della mano. Il loro movimento è quello di portare l’energia del sole nella terra, verso le radici’. E del resto anche noi, come gli ulivi, abbiamo le radici e da quelle si espande il corpo. Anche noi siamo esseri viventi e possiamo essere solari. Nel corso del seminario, attraverso quest’identificazione metaforica, si è sviluppata tra i partecipanti una profonda relazione con gli alberi, che è sfociata, alla fine, in una danza gioiosa.

Stefano Crisafulli

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