Maratone a Roma e Trieste

Maratone a Roma e Trieste

di Pierluigi Carotenuto

Il 7 maggio a Trieste si è svolta la Trieste Marathon Europe: dovrebbe essere un evento per celebrare la città e richiamare turisti italiani e stranieri, non solo sportivi.

La maratona di Roma richiama numerosi turisti da tutto il mondo: lo sport viene visto come momento di incontro e di crescita. Il palazzo dei Congressi, nel quartiere EUR, è stato scelto come Marathon Village: tutti i partecipanti devono andarci e quale migliore occasione per farlo diventare una sorta di fiera dello sport, con stand di tutti gli sponsor tecnici e delle prossime maratone in bella vista, a far gola a chi ha questa passione per il running.

La cornice scelta per la partenza e l’arrivo non potrebbe essere più azzeccata: a pochi passi dal Colosseo, all’inizio dei Fori Imperiali, a ridosso di Piazza Venezia e del maestoso Altare della Patria. Roma è unica al mondo e ha poco da invidiare alla più blasonata e frequentata maratona di New York.

Il 7 maggio a Trieste si è svolta la Trieste Marathon Europe: dovrebbe essere un evento per celebrare la città e richiamare turisti italiani e stranieri, non solo sportivi. Il Marathon Village quest’anno è stato l’Hotel Savoia Excelsior ma a tendere dovrebbe essere trasferito in uno degli stabili ristrutturati del Porto Vecchio, per diventare una vera e propria fiera della sport. Trieste non ha i punti di attrazione e la storia di Roma ma ha il mare e il Carso: attorno a questi due paesaggi dovrebbe ruotare la promozione dell’evento e della città. Vanno coinvolte le tante associazioni del Terzo settore sportive e di solidarietà per i più bisognosi: in tal modo le manifestazioni sportive possono essere veicolo di raccolta fondi per una causa sociale.

La presenza di testimonial, meglio se locali, dello sport, e della corsa in particolare, deve essere forte e convinta. A Roma Giorgio Calcaterra, ultra-maratoneta e vincitore per 11 volte consecutive della “100 km del Passatore”, gara podistica che attraverso gli Appennini congiunge Firenze con Faenza, era presente allo stand della “Polar” per incontrare i suoi fan. Poi c’erano Alex Zanardi e Annalisa Minetti in rappresentanza della categoria di chi pur con qualche deficit fisico riesce a sopperire con la forza di volontà ed è sempre pronto a superare ogni suo limite. Lo sport deve essere veicolo di inclusione e non di divisione, come avviene spesso tra tifosi di squadre diverse. Il Marathon Village dovrebbe essere anche un luogo dove poter organizzare incontri e seminari per parlare di sport, alimentazione, benessere e salute. Il viver sano è un modello da promuovere e imitare, al fine di contrastare la vita sedentaria.

La medaglia della competizione ha anche la sua importanza: viene consegnata a fine gara agli atleti che completano i 42 km e 192 metri. A Roma è stato coinvolta una giovane artista, Violetta Carpino, che ha realizzata la medaglia su commissione. Sulla medaglia ci sono una figura maschile e femminile che si incontrano in una corsa cosmica sullo sfondo di una Roma rappresentata dal Colosseo e, girando la medaglia, dai Fori Imperiali. L’irraggiungibilità della perfezione è simboleggiata dalla forma tendente alla sfera. Il messaggio dell’artista è il seguente: “non miglioreremo la nostra esperienza dannandoci o combattendo le imperfezioni, sarà invece accogliendo queste ultime e facendone buon uso che riusciremo a generare un sano equilibrio psicofisico che renderà davvero unica e perfetta la nostra esperienza di vita”.

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