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Ambiente

Per fermare il Global warming

di Lino Santoro

Verso la Conferenza sul clima di Marrakesh. Riflessione su Mitigazione e Adattamento, strategie di tentato arresto del riscaldamento globale

Il 4 ottobre il Parlamento dell’Unione Europea ha ratificato l’Accordo di Parigi. Lo hanno già fatto 74 nazioni su 194 rispetto al minimo di 55, così l’insieme delle emissioni di gas climalteranti è diventato il 58,82% del totale planetario (la soglia prevista dall’accordo era il 55%).

Il 4 novembre il Trattato entrerà in vigore.

Una bella notizia, ma il climatologo James Hansen ritiene, in un articolo pubblicato su Earth System Dynamics Journal, che non si stia facendo abbastanza e che sarebbero necessarie emissioni negative, cioè un riassorbimento dei gas serra. Gli scenari che i modelli numerici del clima (disponibili attualmente per regionalizzare i segnali climatici di larga scala dei modelli globali atmosfera-oceano AOGCM) sono in grado di calcolare, indicano importanti incrementi delle temperature medie stagionali che nell’ultimo secolo sono aumentate di circa 0,8 gradi. La velocità di crescita media è stata di 0,13 gradi per decennio a livello planetario. In Italia addirittura di 0,28 gradi. La temperatura degli oceani è aumentata fino alla profondità di 3000 metri con espansione termica delle acque e innalzamento del livello medio marino, negli ultimi 50 anni, di 2 millimetri all’anno.

Dal 1970 sono quintuplicate le emissioni di CO2 da fonti fossili.

Con il trend attuale il quinto rapporto dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change), uscito nel 2014, prevede entro il 2100 un aumento della temperatura media globale da 2,3 a 4,1 gradi.

Altre conseguenze saranno l’acidificazione degli oceani, l’aumento dell’ozono nelle zone urbane e rurali, lo scioglimento dei ghiacciai, l’incremento del livello del mare fino a 80 centimetri, la scomparsa della calotta artica, lo scioglimento del permafrost e degli idrati di metano con immissioni in atmosfera di enormi quantità del gas che è 20 volte più potente della CO2, l’indebolimento della circolazione globale oceanica, impatti sulla biodiversità con estinzione di specie e migrazione di altre con pesanti conseguenze sanitarie, migrazioni in massa di popolazioni per la riduzione di disponibilità di acqua e di alimenti.

Con il riscaldamento aumenta l’energia dell’atmosfera e diventa maggiore la probabilità di eventi meteorologici estremi (intensità delle precipitazioni, siccità, ondate di calore, tifoni e uragani, devastazioni del territorio provocate da inondazioni e da frane).

I ghiacciai si sono già ridotti del 50% rispetto alla metà dell’Ottocento.

Mitigazione e adattamento sono due strumenti essenziali per contenere gli effetti negativi del global warming

La Mitigazione è l’insieme delle strategie che intervengono sulle cause, rallentando il riscaldamento globale: riduzione delle emissioni dei gas serra, sviluppo delle fonti rinnovabili, miglioramento dell’efficienza energetica, estensione delle aree verdi e ampliamento delle foreste. È uno strumento globale attuabile attraverso accordi e politiche internazionali, ma i suoi effetti sono a lungo termine e quindi non percepiti immediatamente dalla popolazione. Per attuarlo sarebbe necessario un cambiamento del paradigma politico economico attuale.

L’Adattamento interviene sugli effetti già percepiti: è l’insieme di azioni, piani e interventi volti a preparare il territorio per ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici, prevenendo e contenendo i danni e limitandone le conseguenze socio economiche: interventi protettivi delle coste, estensione delle aree golenali, consolidamento dei versanti montani, interventi sui bacini idrografici, scelte di varietà agricole adatte alle mutazioni climatiche etc..

Si tratta di interventi specifici meglio percepibili poichè attuabili in tempi più brevi, ma è necessario un impegno internazionale per sostenere le comunità più povere.

Mitigazione e adattamento sono strumenti strategici integrati e interdipendenti necessari per attivare politiche reali di contenimento e di riduzione degli impatti dei cambiamenti climatici.

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