Variabili umane.

“Variabili umane”
Scene di ironico strazio, d’odio e d’amore.

Un imperidibile spettacolo al Teatro Miela il 26 novembre nell’ambito dell’interessante Rassegna  S/paesati.

 

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Alla ricerca dell’identità perduta. L’identità biologica, civile ed emotiva della persona. Saper guardare i nostri desideri, sfidare le nostre paure, sono le premesse per un intenso e efficace lavoro pluriennale che accompagna e dà linfa vitale a Marcela Serli, autrice e regista dello spettacolo Variabili umane, vincitore della 7° edizione del premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti”. Lo spettacolo, proposto dalla Compagnia Atopos, fondata da Marcela Serli e da Irene Serini, viene presentato al pubblico triestino il 26 novembre al Teatro Miela nell’ambito di S/paesati-Raz/Seljeni.

In scena 15 persone con diverse identità di genere. Donne, uomini e transgender che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione verso il maschile, il femminile o un genere non definito. Parlano, danzano, cantano la propria diversità, il proprio sguardo sulla società, sugli altri, su di sé. Professionisti dello spettacolo e non. Professionisti in altri settori. Di certo professionisti della vita e della lotta per la vita. Una ricerca in diretta su internet, a proposito delle definizioni che ci danno, che si diamo. Una definizione a partire dai suoi contrari, deformando e deformandosi fino a giungere al caos. Una scena spoglia. Uno spazio vuoto nel quale muoversi e raccontarsi. Storie vere. Storie comiche, grottesche, surreali, perché queste sono le “variabili umane”. Un urlo di vita. Un urlo indigesto. Una danza di corpi buffi e belli che chiedono di essere amati. Il teatro diventa luogo di visibilità per una biopolitica e una condizione umana che non avrebbe altrimenti luoghi in cui manifestarsi. Uno spettacolo da non perdere. Contro l’ignoranza. Un elettroschok per le vostre menti.

La ricerca continua. Marcela Serli nei giorni 2,3,4,5 dicembre proporrà laboratori teatrali per un’indagine sulla propria identità e in particolare sulle proprie componenti maschili e femminili, attraverso il confronto tra persone di diverse identità di genere, indagando le potenzialità espressive del proprio corpo e degli stati emotivi. Per giungere a teatralizzare il sé. Perché tutti noi siamo in via di definizione sempre. A volte senza saperlo.

In collaborazione con Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia.

www.spaesati.org

Scritto da fabiana salvador

fabiana salvador

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