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Cinema Culture

Sogno il Cinema come cultura diffusa

di Gianni Ursini

Dal patrimonio dei Festival agli archivi per arrivare alle scuole: che il cinema di qualità possa diventare patrimonio comune. Lo chiedo al futuro Sindaco di Trieste

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Il mio sogno potrebbe cominciare con la speranza che nessuno possa permettersi mai più di pronunciare la famigerata frase “Con la cultura non si fa la pastasciutta”.

Credo sia indispensabile trovare il modo di conciliare le esigenze dell’economia con quelle della tutela dei beni culturali. E non parlo solo della arti classiche, come ad esempio la pittura, la scultura, la musica e la poesia, ma soprattutto delle forme più recenti  di espressione popolare, come il cinema ed i fumetti che troppo spesso da certi esperti intellettuali vengono relegate nel ghetto delle cose volgari ed indegne di considerazione.

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Prendiamo il cinema. Esistono nella nostra Regione numerosi Festival e rassegne cinematografiche che si svolgono nei principali centri in tutti i periodi dell’anno, ma sono tutte iniziative che si occupano di tematiche circoscritte: fantascienza, cinema dell’estremo oriente, cinema muto, cinema latino americano, tanto per citarne alcune.

Il mio sogno è che si possa creare un coordinamento fra codeste diverse realtà in modo da creare una Cineteca regionale che funzioni veramente, istituendo una vera e propria Scuola di Cinema per diffondere fra le giovani generazioni l’amore per la Settima Arte attraverso la conoscenza dei capolavori che essa ha saputo produrre. 

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Esistono centinaia di pellicole del passato più o meno prossimo che hanno fatto la Storia del cinema e delle quali nessuno si ricorda più, salvo pochi studiosi. Il mio sogno è che il Comune di Trieste provveda a finanziare e a organizzare una serie di proiezioni per le scuole cittadine con i grandi capolavori del cinema del passato.

Non parlo di opere intellettuali noiose e pesanti, ma dei film appartenenti ai generi popolari che si sono distinti per il loro livello artistico creando un tipo di intrattenimento intelligente ed appassionante del quale oggi sembra si stia perdendo il gusto.

Purtroppo le sale cinematografiche attualmente sono invase ed alluvionate da una serie di film violenti e volgari prodotti da chi pensa solo al successo commerciale. Bisognerebbe fa capire ai giovani che il cinema non è solo divertimento, ma può essere anche una fonte di riflessione e insegnamento per la loro vita futura. Altrimenti, se continueranno a subire quella specie di lavaggio del cervello elettronico che imperversa nelle attuali opere cinematografiche, essi cresceranno ignoranti, volgari ed egoisti. Dobbiamo evitare che questo avvenga, ed il Comune di Trieste potrebbe dare un contributo determinante in proposito.

Ecco, questo è il mio sogno. Speriamo che qualcuno si dia da fare per realizzarlo.

Immagini tratte da “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores (ambientato a Trieste).

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