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Canottaggio, questo sconosciuto

– di Dino Schorn –

Canottaggio, sport “minore” fatto di costanza, sacrifici e rinunce. Non sarà uno sport divertente e spettacolare come quelli di situazione, non sarà presente l’aspetto ludico proprio del pallone, non avrà il seguito del calcio e l’esagerazione sopra le righe dei tifosi che esplodono dopo un goal segnato durante una partita di un’infima categoria…. Ma vuoi mettere la soddisfazione di conquistare un podio dopo tanta fatica e tante levatacce?

Incontriamo Stefano Gioia, allenatore della squadra giovanile del glorioso Circolo Canottieri Saturnia, coordinatore tecnico regionale degli Under 14 e docente nazionale ai corsi per allenatore.

Stefano, per iniziare spiegaci come sono suddivise le categorie di età nel canottaggio.

Diciamo che c’è una netta suddivisione tra gli U14 e i ragazzi dai 15 anni in su. Personalmente reputo contestabile che sotto i 15 non ci siano i campionati nazionali giovanili. Poi c’è la categoria ragazzi per i 15-16enni, la juniores per i 17-18enni, la seniores dai 18 e la U23, dopodiché abbiamo i senior “A”. Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale, n.d.r.) impone che i senior siano maggiorenni.

Sembrano le categorie del “mio” nuoto, con l’eccezione che da noi ci sono i cadetti (19-20 anni) a precedere i senior e da voi sono presenti – come nell’atletica – gli U23.

Sì, diciamo che rispetto al nuoto c’è una differenza strutturale nello sviluppo fisico degli atleti quindi nel nostro sport sarà raro se non impossibile vedere vincere un’Olimpiade un “ragazzo” o uno “junior”.

Com’è composto lo staff del Saturnia?

Dal 2000 da me che alleno gli U14 collaborando con Spartaco Barbo nelle categorie più grandi e da quest’ultimo, diplomato ISEF, che è il responsabile tecnico dai 15enni in su oltre ad essere, a livello federale, coordinatore tecnico degli U23. Con noi c’è Giulio Borgino che cura l’avviamento allo sport e collabora con le scuole. Nonostante il Saturnia abbia una tradizione di eccellenza (l’anno di fondazione risale al lontano 1864, n.d.r.) assieme abbiamo fortemente voluto impostare una mentalità e un’organizzazione moderna che potesse trasportare la società nel futuro. Abbiamo rivisitato i modelli di sviluppo dell’allenamento giovanile che erano alquanto datati elaborandone uno tutto mio partendo da zero mentre a livello agonistico abbiamo utilizzato, adattandolo, il modello del professor La Mura. Inoltre abbiamo voluto coprire tutte le fasce di età: si inizia a 10 anni e si gareggia dagli 11 in poi. Da noi si allenano 90-100 atleti ed i più grandi arrivano a 25-26 anni.

Come definiresti la situazione prima dell’arrivo del vostro staff?

Il Saturnia è sempre stato un club eccellente… Noi oggi teniamo molto all’aspetto umano, alla formazione dell’individuo e di conseguenza dell’atleta. L’ambiente del canottaggio in generale era sessista. Ad esempio, è stato grazie alla lungimiranza dell’ex presidente Crozzoli che lo spogliatoio delle donne – che in altre società nemmeno esisteva – è stato ampliato da una decina di posti a ben 300.

Come riuscite a promuovervi considerando il poco spazio messo a disposizione dai media?

Utilizziamo i camp estivi per proporre i quali recluto di persona dei nostri atleti. Inoltre collaboriamo con le scuole (Divisione Julia, Altipiano, Istituto Comprensivo Commerciale, Bergamas, Oberdan) dove le stesse fungono da contatto con la società “civile”. Là agli studenti facciamo utilizzare gli energometri.

Recentemente ho letto delle vostre imprese… Vuoi parlarcene?

Nel 2015 abbiamo conquistato la classifica nazionale assoluta di società dopo essere stati per anni nell’orbita delle prime, vittoria preceduta nel 2013 dallo scudetto U14. Per citare un atleta direi Federico Ustolin che ha sfiorato la qualificazione olimpica nel 2012: è stato sfortunato avendo subìto un incidente pochi mesi prima di Londra ma poi, grazie alla sua caparbietà, ha continuato ad impegnarsi arrivando all’argento alle Universiadi 2015, trovando pure il tempo per laurearsi. Ecco lui, ad esempio, ha preferito rimanere ad allenarsi da noi rinunciando ad entrare in un gruppo sportivo militare.

Com’è la situazione del vostro sport a Trieste e in regione?

Dopo di noi c’è Il Circolo Marina Mercantile che con Mario Ciriello, da cinque mesi passato alla Società Ginnastica Triestina, ha portato risultati importanti soprattutto con le ragazze. A Trieste la realtà è costituita da qualche altra società minore che lavora con il solo settore giovanile. A livello regionale c’è poi la Canottieri Timavo di Monfalcone, la Pullino a Muggia e il San Giorgio. In Italia il Friuli Venezia Giulia è 7°-8° come numero di atleti ma 2° nel complesso dei risultati fino ai 16 anni dietro la Lombardia che però può contare su un numero di unità superiore di più di dieci volte il nostro.

E per concludere i prestigiosi premi vinti dal vostro staff tecnico.

Sono due i riconoscimenti consegnati dalla federazione a me e a Spartaco: la Palma al Merito Tecnico ed il Premio Azeglio Mondini ricevuto negli ultimi due anni per l’insegnamento dei migliori valori etici e sportivi. Personalmente sono molto orgoglioso per aver contribuito a dare un nuovo impulso al movimento regionale. Tengo molto a due aspetti importanti: alla sfera competitiva e a quella della formazione pedagogica positiva, ossia la ricerca del massimo risultato possibile in proporzione alle proprie capacità, tutto ciò senza lasciare scontento nessuno.

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