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Star wars. O Guerre stellari?

di Gianni Ursini

GuerreStellari

Impazza per ogni dove la mania Star Wars. Il numero di “Topolino” di mercoledì 16 dicembre conteneva ben 10 pagine dedicate a Il risveglio della Forza , ed è logico: il film è prodotto dalla Walt Disney!
A Treviso la prestigiosa Ca’ dei Carraresi che di solito ospita importanti mostre di pittura e scultura, è stata monopolizzata per quattro mesi dai cosplayers di Star Wars.
Sembra di essere tornati ai tempi di Treviso Comics. Chissà cosa direbbe il Sindaco Gentilini della Lega Nord, quello che vent’anni fa provocò la morte della rassegna fumettistica trevigiana dicendo che Treviso è una città di gente che lavora, e non ha tempo da perdere con certe stupidate.

Io non ho nessuna fretta di andare a vedere questo nuovo Star Wars.

Mi ricordo  bene del primo Star Wars, uscito negli USA nel maggio del 1977 ed in Italia appena nell’ottobre dello stesso anno. Nell’arco della rassegna “I Mondi del Possibile” riuscii però a vedere  in giugno uno spezzone di una ventina di minuti in lingua originale che i ragazzi del circolo “La Cappella Underground” erano riusciti a procurarsi per vie traverse.
Fu una cosa fatta per pochi intimi perché alla proiezione, per ovvie ragioni, non potè essere data alcuna pubblicità.
La scena in questione era quella della fuga di Luke Skywalker dal pianeta Tatooine a bordo dell’astronave Millennium Falcon, e mi fece un’enorme impressione. Era come se si fossero materializzati tutti i sogni che avevo fatto  leggendo le saghe spaziali pubblicate su “Urania” negli anni Cinquanta e Sessanta, e che al cinema nessuno aveva il coraggio di realizzare perché costavano troppo.
E non è vero che negli anni Cinquanta non c’erano i mezzi tecnici per realizzare un film di fantascienza come Dio comanda. Se si voleva, si poteva. Basta pensare a Il Pianeta Proibito. Semplicemente i produttori preferivano investire i loro miliardi in superkolossal biblici e western. La fantascienza era considerata roba buona solo per pellicole in bianco e nero di terza serie. La visione completa di Guerre Stellari (allora i titoli dei film erano ancora tradotti in italiano) nell’ottobre 1977 generò in me una reazione ambivalente. La parte del mio cervello maggiormente razionale la considerava una delle solite baracconate fracassone americane, con una trama ridicola, musica pomposa e recitazione patetica.
Ma la parte di me che era appassionata di fantascienza non potè fare a meno di entusiasmarsi per le scene di azione e soprattutto per le battaglie spaziali realizzate in maniera assolutamente innovativa, esattamente come erano descritte nei romanzi di science fiction degli anni d’oro.

 

 

 

 

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