Index zero. Migranti, Europa, futuro

– di Gianni Ursini – 
Una visione pessimistica del futuro sul tema dell’immigrazione in Europa nel film di Lorenzo Sportiello Index Zero.
Si potrà rivedere in occasione del Festival di Science plus Fiction 2015 in programma a Trieste dal 3 all’8 novembre.

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L’attuale situazione in Europa mi ha fatto pensare al film Index Zero di Lorenzo Sportiello, visto a Trieste nel novembre  del 2014 in occasione del Festival di Science plus Fiction. Il film in questione è stata l’unica opera italiana premiata, ha meritatamente ricevuto il “Méliès d’Argento” perché affrontava in maniera credibile dei temi di scottante attualità. Alcuni miei amici dopo averlo visto mi hanno raccontato che il film faceva veramente paura, perché metteva in scena una visione realistica di un probabile futuro. Chi non l’avesse ancora visionato, potrà rivederlo al Festival di Science plus Fiction 2015 in programma dal tre all’otto novembre alla sala Tripcovich, al teatro Miela, ed al cinema Ariston, in occasione del quale verranno proiettati i film premiati nell’edizione precedente.

Ecco in sintesi la trama del film. Kurt ed Eve vagano in un un deserto che sembra postatomico colpito da nefasti cambiamenti climatici e pieno di resti di antichi conflitti. Si capisce subito che si trovano in qualche zona dell’Europa del futuro.

 

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Essi sono alla ricerca di un porto franco dove poter vivere e partorire. Lei infatti porta in grembo un bambino, lui invece caccia quei pochi animali che si trovano per sfamarli e usare la carne come merce di scambio. In mezzo a questo deserto costellato da rovine , i pochi fortunati vivono in agglomerati urbani circondati da altissime mura sorvegliate giorno e notte, dove si vive nel benessere ed esiste ancora la tecnologia in grado di curare le malattie e consentire un normale livello di vita. Kurt ed Eve usano la carne per corrompere un “passeur” e avere accesso a dei tunnel che consentono l’ingresso di straforo alla città. Si realizza così una situazione rovesciata rispetto a quella che si viveva a Berlino al tempo del Muro che spaccava in due la città. Gli stessi rischi e gli stessi stratagemmi devono essere messi in opera non per fuggire da un posto,ma per entrarci.

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Un incidente però  rivela i due clandestini ed essi vengono così condotti in un centro di detenzione utile a stabilire il loro grado di “sostenibilità”, quanto cioè consumino e quindi quanto la loro presenza non destabilizzi l’equilibrio della società organizzata all’interno delle mura . Solo quando l’indice di sostenibilità raggiunge lo zero la grande città può permettersi di accoglierli nel suo alveo di benessere. Purtroppo le cose andranno a finire molto male  ed essi si ritroveranno ad essere separati a causa della gravidanza di Eve  perché una donna incinta è considerata “non sostenibile” e deve essere espulsa. In codesta spietata Europa futura ad ogni cittadino è assegnato un Indice di Sostenibilità, basato sullo stato di salute e le capacità produttive. Indice che divide le persone in classi. L’unica possibilità per integrarsi è diventare “sostenibile” cioè raggiungere l’lndice Zero.

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Come si vede, il film  restituisce un’idea di mondo futuro probabile, di evoluzione della società lungo il medesimo asse sul quale poggia oggi ma nella peggiore delle direzioni. Il parto come evento raro sembra prelevato da  I figli degli uomini  di Alfonso Cuaròn (2006) nella stessa maniera in cui lo sfondo sociale rimanda a District 9 di Neill Blomkamp (2009). Quando si comincia a parlare di costruire muri lunghi centinaia di chilometri, e qualcuno propone di affondare le navi degli immigrati a cannonate, il futuro distopico descritto nel film Index Zero sembra maledettamente vicino. Naturalmente il film si è visto pochissimo nelle sale, e  il DVD dovrebbe essere messo in commercio appena nel novembre 2015. Le cattive profezie anche se veritiere spesso vengono ignorate e cancellate.

Gianni Ursini

Scritto da gianni ursini

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