Profughi e ronde: dov’è l’etica civile?

Riceviamo dall’ICS e volentieri pubblichiamo 

La gravità delle intenzioni nascosta tra le parole

Torniamo per un attimo a rileggere la dichiarazione della presunta associazione Trieste United Security, curiosamente avente sede alle isole Haway, riportata dalla stampa locale che annuncia l’avvio delle sue nuove ronde: “non siamo razzisti. […] Controlliamo che rispettino le regole e che […] i rifugiati non compiano azioni di delinquenza”. Ai più apparirà come una dichiarazione semplicemente brutta, ma ad altri potrà apparire persino quasi neutra e comunque iscrivibile nel continuo e noioso dibattito pubblico sull’immigrazione. Facciamo ora un semplice esperimento: sostituiamo una sola parola in questa frase e rileggiamola con calma: “non siamo razzisti. Controlliamo che rispettino le regole e che gli ebrei non compiano azioni di delinquenza”.

Solo ora, nella sua nuova formulazione, l’assoluta gravità etica e giuridica di questa frase apparirà in tutta la sua evidenza a chiunque, senza bisogno di aggiungere molte spiegazioni. Il comportamento concreto di gruppi autoproclamatisi controllori del territorio può essere quindi molto più grave di quanto appare sia sotto il profilo del messaggio sociale che diffondono sia sotto il profilo della possibile violazione delle leggi. Tre almeno mi sembrano i maggiori rischi (e relativi possibili comportamenti illegittimi):
il primo è che venga deliberatamente costruito e diffuso un generale ingiustificato clima di paura e di allarme;
il secondo è che si commettano direttamente (anche tramite siti e su facebook) o si invitino a commettere discriminazioni dirette o indirette o, peggio ancora, si scivoli nell’incitamento all’odio (reati perseguibili anche in sede penale) nei confronti di persone inquadrate come potenzialmente pericolose solo in ragione della loro (spesso solo presunta) appartenenza etnica, culturale o che condividono una comune condizione di vita; il terzo è che i destinatari della discriminazione vengano direttamente segnalati, molestati, pedinati, ovvero fatti oggetto di attenzioni improprie.

È essenziale che le autorità pubbliche e tutti i cittadini vigilino con grande attenzione su possibili gravi derive e segnalino alle autorità giudiziarie azioni che potrebbero violare le leggi vigenti e turbare il vivere civile.

Fortunatamente a Trieste gli incitamenti alla discriminazione non hanno avuto alcun seguito, come evidenzia il fallimento dei presidi della Lega Nord, come quello in via dei Bonomo, realizzati in questi giorni e andati pressoché deserti.

L’ICS intensificherà il monitoraggio su quanto sta avvenendo e interverrà con prontezza a tutela dei diritti dei soggetti deboli che si ritiene possano essere violati.

Gianfranco Schiavone – Presidente Ics

Ronde. Immagine di repertorio da vicenzatoday.it

Ronde. Immagine di repertorio da vicenzatoday.it

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