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Kendo e Iaido

Dopo aver visto quali sono le arti marziali più frequentate in italia, se non di origine, almeno pervenuteci attraverso il Giappone, andiamo a scoprire quale arte marziale è la più praticata nel paese del sol levante.
Nonostante le apparenze moderne, il guerriero giapponese non combatte a mani nude; dapprima, sino alla seconda metà del 1400 la sua arma principale (fra le tante che imparava a maneggiare) fu l’arco, successivamente (durante il periodo di guerra civile chiamato Sengoku Jidai) fu la lancia, ma da almeno 400 anni l’arma per eccellenza risulta essere la spada, tanto che è stata definita “l’anima del Samurai”.
In Giappone esistono due tipi di spada: quelle curve, chiamate To (dal cinese Dao) o Katana (anticamente Tachi) che in realtà sarebbero delle sciabole (in quanto ad un solo filo) e quelle chiamate Ken (dal cinese Chien) dette anche Tsurugi, le vere e proprie spade (diritte ed a due fili) difatti, per indicarle tutte, viene usato il termine generico Token.
Forse qualcuno si starà già domandando perché, se la spada giapponese più nota è la Katana, l’arte marziale della scherma non si chiami Todo anziché Kendo; la risposta è semplice: la Katana taglia con il movimento circolare delle braccia (verso il basso ed eventualmente indietro), la consorella taglia con un movimento di spinta verso avanti e questa seconda modalità è preferibile per l’uso “sportivo”.
Il termine Kendo nasce verso la metà del 1700, quando si iniziò ad utilizzare una serie di protezioni derivate dal Tatamido (che potremmo tradurre con “corpetto a materasso”) che si è evoluto nel moderno Bogu (una sorta di armatura protettiva per la pratica) e con la Shinai, quel simulacro di spada composta da quattro stecche di bambù legate assieme, praticamente invariata sino ad oggi.
Sono moltissimi i giovani giapponesi che iniziano in età scolare la pratica del Kendo dove, allenandosi in coppia, imparano il ritmo, la strategia e le tecniche del combattimento con la spada dritta e partendo dall’arma già sguainata.
Ma allora … la Katana … con questo secondo tipo di lama curva si pratica lo Iaido; partendo dalla lama infoderata, si impara ad estrarla ed a colpire con un unico movimento, però non più contro un avversario reale ma solo immaginario; essendo un Arte Marziale po’ più “meditativa” viene solitamente approcciata ad un’età più avanzata e la maturità che l’età dovrebbe portare è molto utile in quanto (solitamente si inizia con una sua imitazione detta Mogito) successivamente molti praticanti passano all’uso di una spada vera ed affilata chiamata Shinken, per il cui maneggio sono indispensabili forte consapevolezza ed autocontrollo.
Secondo la Zen Nihon Kendo Renmei (Associazione per il Kendo di tutto il Giappone) che propone anche diverse altre arti marziali come il Jodo (bastone) e la Naginatado (lancia ricurva), la “via della spada” si percorre su di un binario le cui rotaie si chiamano Kendo e Iaido e sono complementari, tanto che, tutti i Maestri di grado più elevato eccellono in entrambe.
Oggi, nel Kendo, non ci sono più nomi “importanti” come vi furono in passato (cercate con Google i nomi di Miyamoto Musashi, Ono Tadaaki oppure Yagyu Munenori) e la sua lenta evoluzione è dovuta alle decisioni delle commissioni della ZNKR; per lo Iaido la sua evoluzione moderna (chiamata Seitei Iai) è un po’ più rapida (sempre attraverso le commissioni federali) ma ci sono due nomi importanti da ricordare: il suo mitico fondatore Hayashizaki Jinsuke Shigenobu (1546-1621) e Nakayama Hakudo che attorno il 1930 ha dato vita alla scuola antica (forse l’ultima delle Koryu) praticata da circa il sessanta percento dei praticanti di Iaido, la Muso Shinden Ryu.

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