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Sulle librerie di Trieste e altre divagazioni letterarie

– di Gianni Ursini-

Trieste - L a libreria antiquaria Umberto saba
Trieste – L a libreria antiquaria Umberto saba

Ultimamente a Trieste stanno chiudendo parecchie librerie, ultima in ordine di tempo la Borsatti in via Ponchielli.

Per fortuna ogni tanto ne nascono delle nuove. Per esempio, lo storico Caffè S.Marco, pur mantenendo le originali decorazioni liberty è stato trasformato in caffè- libreria.

Una nuova libreria chiamata Ubik, in omaggio ad un romanzo di Philip K.Dick, è sorta qualche anno fa nella rinnovata Galleria del Tergesteo.

Ma io mi ricordo di librerie molto più antiche che non esistono più, come la Cappelli in Corso Italia e la De Stark Rossoni in via Mazzini, dove acquistai uno dei miei primi veri libri di vera fantascienza, “Cadetti dello Spazio” di Robert Heinlein (Bompiani 1952).

C’è stata pure per un breve periodo negli anni Settanta una libreria Feltrinelli in Corso Italia presso la Galleria Protti.

Adesso da qualche anno è attiva un’altra libreria Feltrinelli in via Mazzini.

Mi ha particolarmente addolorato la chiusura un paio d’anni fa della libreria “La Bancarella”  situata in via dell’Istria 14 nel popolare rione di S.Giacomo.

Catastrofica è stata la chiusura della libreria Italo Svevo che nel momento di massimo splendore oltre alla sede storica in Galleria Rossoni aveva aperto ben due succursali, una in Galleria Fenice e l’altra dentro la Stazione Centrale.

Di tutto questo non è rimasto nulla.

Stava per sparire anche la libreria antiquaria  di Umberto Saba situata in via S.Nicolò, ma è stata salvata in extremis con un intervento regionale.

Rimanendo in tema letterario, qualcuno tra i lettori triestini ricorderà Edoardo Triscoli.

Si tratta di un personaggio particolarmente legato alla storia delle librerie triestine.

È dotato di un talento multiforme: disegnatore, pittore, pirografo, grafologo…

Io l’ho conosciuto nel 1977 quando incominciò a fare le illustrazioni per la fanzine “Il Re in Giallo” (una rivista amatoriale creata da un gruppo di appassionati delle letteratura fantastica) alla quale collaboravamo in tanti ed eravamo ospitati dal circolo La Cappella Underground.

Edoardo Triscoli faceva il commesso alla libreria Borsatti che a quel tempo aveva la sede in via Genova, vicino a piazza S.Antonio Nuovo.

Si trattava di un locale enorme e labirintico, con delle scaffalature in legno che arrivavano fino al soffitto, senza contare i soppalchi ed i luoghi nascosti dove si conservavano i libri rari e preziosi. Entrando sembrava di fare un tuffo nel passato.

Poi lo stabile fu acquistato da una banca che prima impose degli affitti elevatissimi, e in seguito sfrattò tutti i proprietari dei vecchi negozi.

La libreria Borsatti fu trasferita in via Ponchielli, distante qualche centinaio di metri in un ambiente molto più moderno ed ebbe una vita lunghissima, fino a qualche settimana fa quando ha chiuso i battenti definitivamente vittima anch’essa della crisi.

Intanto Edoardo Triscoli (Edy, per gli amici) si era fatto contagiare dalla passione per i libri e successivamente aprì due librerie in proprio, la Morgana in via del Bosco e la Giulia Libri al centro commerciale Il Giulia, sorto negli anni Ottanta al posto del ristorante della birreria Dreher.

In ognuna di esse si poteva trovare una vasta scelta di opere di fantascienza e di genere fantastico, nonché fumetti di qualità, libri illustrati e grafica in generale. Nel 1987 alla Morgana ci fu un memorabile incontro con Ugo Malaguti, autore, saggista, traduttore ed editore storico di libri di fantascienza.

Alla Giulia Libri Ugo Malaguti venne invece nel 2005 per presentare il libro di Fabio Calabrese Occhi d’Argento.

Nessuna di queste due librerie esiste più: furono chiuse ambedue, dopo alcuni anni di vita travagliata per sopravvenute difficoltà commerciali.

Adesso Edy Triscoli è tornato all’antico mestiere nella nuova libreria Lovat sorta alcuni anni fa in viale XX Settembre, un vastissimo ambiente con annesso bar e posto di ristoro per i clienti.

Questa nuova formula sembra funzionare abbastanza bene, perché la libreria è molto frequentata e sembra che gli affari vadano benino.

E il nostro Edy? Beh, lui improvvisamente si è scoperto scrittore ed ha voluto mettere a frutto le proprie esperienze di bibliofilo scrivendo un libro intitolato Bibliopolis – Trieste, la città dei libri perduti (Mgs Press 2014, euro18,50). Io come  sottotitolo avrei scelto piuttosto “Trieste, la città delle librerie fallite“, ma forse sono troppo amaro e sarcastico.

Comunque si tratta di uno di quei libri che hanno una diffusione prevalentemente locale, e devo dire che il soggetto non è molto originale.

Romanzi che hanno come tema centrale biblioteche misteriose attualmente ce ne sono a bizzeffe, a cominciare dal famoso ciclo de La Biblioteca dei Morti di Glenn Cooper e tanti altri.

Poi la Mgs Press in questo caso non ha curato molto la stampa del volume: rilegatura all’americana con le pagine che si staccano, niente indice e nemmeno la parola “fine “ nell’ultima pagina. Forse hanno voluto risparmiare.

La trama è una via di mezzo fra i romanzacci di Clive Cussler e Dan Brown. Non lo dico io, lo dice l’autore che ha piazzato una pubblicità del suo libro in mezzo alla libreria Lovat con sopra scritto testualmente: “Bibliopolis, il libro che surclasserà la fama di Clive Cussler e Dan Brown!”. Io gli ho detto che speravo scherzasse, perché  quei due autori li detesto cordialmente e li considero dei pessimi scrittori, e lui mi ha risposto: “Sarà, però vendono molto bene.”

Tornando a “Bibliopolis”  la storia si svolge in una Trieste di fantasia con il ciglione carsico scivolato trenta metri più in basso in seguito ad un antichissimo cataclisma geologico, ed il paese di Contovello trasformato in un borgo medioevale di stile toscaneggiante chiamato Montecodice con tanto di Certosa millenaria. In mezzo al paese sorge un’ enorme libreria antiquaria chiamata appunto Bibliopolis famosa in tutta Europa. Il padrone è un personaggio misterioso di nome Madrali, vero deus ex machina della situazione. Nessun accenno ai disastri del XX secolo, alla vecchia dominazione austriaca, e nemmeno all’esistenza di una minoranza etnica slovena.

Ci sono però molti misteri irrisolti, soprattutto nei sotterranei della Certosa che comunicano con un labirinto di caverne inesplorate.

Come si vede Edoardo Triscoli ha lavorato molto di fantasia, ma ha voluto dare una connotazione intellettuale alla sua creatura costellandola di dotte citazioni nonché di dissertazioni storiche ed etimologiche. Comunque il libro dovrebbe piacere molto agli amanti di certi romanzi della collana “Segretissimo”, quelli con ex ufficiali della Legione Straniera che vivono in incognito e magari si sono rifatti una nuova esistenza fino a che il passato non ritorna e li fa ripiombare negli orrori della vita precedente. Beh, per ora mi fermo qua. Arrivederci alla prossima puntata.

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