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Trieste la città del ritorno

– di Beatrice Achille –

La maledizione di noi “giovani” di Trieste è che la nostra città rappresenta più un luogo del ritorno che un casa o un’intima sicurezza.

Tutte le strade e le motivazioni ci spingono lontano dal nostro golfo: vogliamo un futuro migliore, vite più libere e spazi più grandi; al tempo stesso, però, adoriamo il vuoto nell’orizzonte quando tra i colli regna la nebbia, conosciamo ogni vicolo, respiriamo ogni soffio di Bora e amiamo con sincera lealtà ogni angolo di strada.
Mi ripeto sempre che non appena finirò di andare a scuola viaggerò, visiterò e vivrò in altri porti, perchè Trieste mi sta stretta, a causa della sua costante calma placida. Quindi non posso che immaginarmi altrove, nel lontano e nel distante, ma non qui.
Trieste non dà spazio a noi giovani, ma questo già lo sanno tutti.

Trieste. Foto di Lorenzo Monasta
Trieste. Foto di Lorenzo Monasta

Il vero problema però è che non si può non amarla: l’alba sul mare, i ricordi più belli e malinconici, le case illuminate che appaino come fuochi fatui sull’orizzonte. Si può realmente abbandonare tutto ciò?
Purtroppo la risposta è sì. Sì perchè nessuno ha mai realmente visto nella bellezza triestina, naturale e spontanea, un seme con cui poter far fiorire un giardino; perchè nessuno ha mai sognato di dare di più (anche se le promesse ci sono state) e forse perchè ci siamo un po’ tutti abituati a vivere la nostra Trieste così come sta.

Trieste. Foto di Lorenzo Monasta
Trieste. Foto di Lorenzo Monasta

Trieste è diventata per noi una città del ritorno perchè vogliamo partire, sia per il semplice gusto di partire sia per raggiungere la promessa che la distanza sconosciuta ci offre: un’avventura, un incontro casuale ed indimenticabile, un luogo nostro in cui poter vivere la notte per intero, fino alle sue ultime ore, o anche soltanto un punto indefinito nella mappa in cui trovare l’emozione del scoprirci vivi.

Tuttavia dopo una lunga partenza ognuno di noi ritornerà in questo stesso luogo e, osservando l’infinito perdersi nel mare stanco, sospirerà, come ha sempre fatto: questa è armonia.

 

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