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Cinema

La recensione: Angel – A di Luc Besson

– di Gianni Ursini –

Angel – A     di Luc Besson ( Francia 2005 )

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Vi ricordate del film Il cielo sopra Berlino ( Fr. RFT  1987 ) di Wim Wenders ? Beh, vi assicuro che Angel –A di Luc Besson è una cosa completamente diversa. L’unica somiglianza sta nel fatto che ambedue i film sono in bianco e nero, e trattano dei rapporti fra delle creature soprannaturali e gli esseri umani. Il film di Wenders fece innamorare molta gente, tra cui lo stesso regista che nel 1993 decise di girare un sequel, Così lontano, così vicino ! cosa rarissima per un regista europeo elegante, intellettuale ed impegnato. Ma non bastava ancora. Nel 1998 gli americani pensarono addirittura di farne un orrendo remake ambientato a Los Angeles, interpretato da una squallida Meg Ryan e da un Nicholas Cage che non valeva nemmeno le unghie dei piedi del buon vecchio Bruno Ganz.  Ma tant’è, la potenza del dollaro a volte riesce a rovinare tutto quanto, anche i capolavori. Non credo che Angel –A correrà di questi pericoli : si tratta di un’opera troppo anomala ed eccentrica per piacere al grosso pubblico americano.

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Luc Besson aveva mollato  il cinema sette anni fa per dedicarsi anima e corpo all’attività di romanziere, ma ora con Angel-A, di cui è anche soggettista e sceneggiatore, è ritornato alla grande.

Il suo film è una vera miniera di citazioni cinematografiche, ma la più importante riguarda certamente il famoso capolavoro di Frank Capra La vita è meravigliosa ( USA 1946 ), che durante il periodo natalizio ormai ritorna inesorabilmente ogni anno nei palinsesti televisivi. Fin dall’inizio del film troviamo il protagonista Andrè ( Jamel Dellrouze ) in un mare di guai : per un piccolo truffatore marocchino con passaporto americano Parigi si rivela essere una città troppo dura.

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Indebitato fino al collo con alcuni esponenti della mafia locale, Andrè viene continuamente perseguitato da certi scagnozzi che si divertono a gonfiarlo come una zampogna. Alla fine esasperato arriva a chiedere aiuto direttamente a Dio, ma non ricevendo nessuna risposta decide di suicidarsi gettandosi nel fiume. Tuttavia proprio mentre sta per commettere l’insano gesto, viene preceduto da una bella ragazza, al che lui compiendo la prima azione altruistica della sua vita, si getta nella Senna per salvarla.

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Come nel film di Frank Capra, l’altro aspirante suicida è in realtà un angelo, e che razza di angelo ! Evidentemente secondo il regista Luc Besson, a Dio Onnipotente non deve mancare il senso dell’umorismo. Andrè infatti è un uomo piccolo, brutto , scuro e male in salute. Beh, il Signore nella Sua infinita saggezza gli manda in aiuto una stangona di un metro e novanta, bella, bionda ed atletica (Rie Rasmussen ) . Memorabile la scena nella quale la ragazza si alza in piedi per la prima volta torreggiando su di lui per buoni trenta centimetri.

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A dire il vero la bella Angela non odora proprio di santità, poiché fuma come un turco, beve come una pompa ed usa un linguaggio parolacciaro indegno di una vera signora. Assomiglia un po’ all’arcangelo Michael interpretato da John Travolta nel film omonimo diretto da Nora Ephron ( USA 1996 ). In principio Andrè crede di aver salvato dall’annegamento quella che dall’abbigliamento gli appare come una bellissima prostituta d’alto bordo, e non crede assolutamente di avere a che fare con un vero angelo, ma poi deve arrendersi all’evidenza.

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Come nel film di Wenders, anche l’angelo di Luc Besson una volta era un essere umano al quale il trauma della morte ha fatto perdere la memoria della propria identità. Angela si strugge di non poter raccontare nulla di sé al suo protetto, e pian piano si distacca dalla sua dimensione ultraterrena per aiutare il piccolo Andrè a risolvere i propri guai con dei metodi piuttosto spicci in una serie di scene di sesso nei gabinetti di una discoteca che sono tra le cose più esilaranti di tutto il film. Girato quasi tutto di notte, Angel- A è un film a basso budget ma molto turistico. Il fascino di Parigi c’è tutto, e la Torre Eiffel si vede praticamente in quasi ogni scena, valorizzata dalla fotografia del grande Thierry Arbogast  collaboratore di Luc Besson fin dagli inizi. Alla fine com’era inevitabile  fra Andrè ed Angela sboccia l’amore, a dimostrazione che queste cose possono accadere anche tra creature tanto differenti, e la parte conclusiva si evolve in un finale abbastanza prevedibile ma non del tutto spiacevole.

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Con questo suo Angel – A il regista Luc Besson  ha voluto riservare una bella sorpresa a tutto il pubblico internazionale, e da quello che ho sentito ha intenzione di continuare a stupirci ancora, perchè fra pochi mesi dovrebbe arrivare sugli schermi un super kolossal di genere fantastico che sta attualmente girando,  del costo complessivo di circa 85 milioni di €uro, tratto dal suo libro per ragazzi intitolato Arthur e il popolo dei  Minimei , la cui versione italiana è stata stampata a cura della casa editrice Mondadori. Sono sicuro che i risultati saranno all’altezza delle premesse.

 

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