Elogio del tempo pieno 

A gennaio si sceglie la scuola. Hai già le idee chiare? Se devi scegliere la Scuola primaria ricorda che esiste la scelta tra tempo pieno e tempo parziale.

Avviso alle mamme e ai papà!

A gennaio si sceglie la scuola. Hai già le idee chiare? Se devi scegliere la Scuola primaria ricorda che esiste la scelta tra tempo pieno e tempo parziale.

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Ci sono stati anni in cui ricordo torme di streghe e fate unite nel rivendicare il diritto per le donne a uscire dalle cucine e dalle quattro mura di casa. Il diritto al tempo liberato però, in questo post-post fordismo, è declinato. Ora si è fuori casa, ma troppo spesso è per dedicarsi al lavoro. Di tempo libero, e tantomeno liberato, ne è rimasto poco. Se siete fate vi salvate, ma se siete mamme, molto meno. La scuola a tempo pieno era nata in quegli anni di liberazione possibile. Si pensava che fosse giusto educarsi in comunità. La collettività assumeva importanza. Oggi ascolto spesso i lamenti di mamme afflitte. Non hanno il coraggio di iscrivere i propri pargoli al tempo pieno. C’e’ un bel pressing sociale: se mandi tuo figlio al tempo pieno, lo chiudi tra quattro mura per otto ore e gli infliggi la galera pedagogica. Mamma degenere che sei!

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Sembra che il tempo pieno sia tollerato soltanto se i genitori lavorano dalle 8 alle10 ore al giorno. Ma con le donne e il lavoro è cambiata anche la scuola. In peggio. Diciamo una banalità. La scuola pubblica è allo sfascio. Per divenire virtuosi della spending review si taglia tutto. E anche la demolizione sociale del tempo pieno sta in questa strategia di distruzione della scuola pubblica. Nel tempo parziale si fanno meno ore, servono meno insegnanti e non serve (quasi mai) la mensa. Un bel risparmio, ma per chi? Gli orari scolastici parziali prevedono circa 30 ore di scuola, divisi in genere su 5 giorni (a volte c’è un rientro al pomeriggio). E allora si va a scuola dalle 8 del mattino alle 13 circa. Sono 5 ore. Nel mezzo una bella pausa rilassante di circa 15 minuti, anzi di media sono solo 12. Tutto il tempo serve a imparare. Si pedala. A casa si fanno i compiti, almeno per un’ora al giorno. E in totale sono già 6 ore al giorno dedicate alla scuola, intesa solo come studio.

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Ma un bimbo di 6 anni (o di 8 o 10) va a scuola solo ed esclusivamente per imparare a leggere scrivere e far di conto? La scuola non è anche luogo di socializzazione, di incontro, di scambio? Una classe è una piccola comunità. E’ la sperimentazione civica primaria per l’essere umano, dopo la famiglia. Non è una fabbrica di letterati e matematici. E poi anche e per diventare bravi a scuola, la scuola bisogna amarla. Se la scuola non riserva tempo alla socializzazione che comunità è? Resta un insieme di bambini poco connessi in una rete, bambini singoli o al massimo legati a uno o due compagni, magari già conosciuti. Che vanno a scuola con grande senso del dovere. O meno. E voi magari vi dannate a casa per fargli fare i compiti. Che di regola al tempo pieno non ci sono (se ci fossero, e tanti, sarebbe naturalmente un problema). Nel tempo pieno il bambino va a scuola per 40 ore alla settimana, è vero. Ma in queste ore c’è dentro il gioco, il pranzo, la pausa dopo pranzo, i lavori di gruppo, il relax, lo scambio, il giardino. Tempo liberato, insomma.

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Questo sarebbe il tempio pieno. Una chicca pedagogica che fa amare gli altri e la scuola come “ambiente naturale”. Sarebbe così, se non lo stessero demolendo a picconate ovunque. Mamme, anche se non lo scegliete, difendete il tempo pieno!

La scuola (pubblica!) non la fanno solo bambini ed insegnanti ma anche i genitori. Parola di fata.

un magico saluto dalla Fata Carabina

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