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L’altra Lignano

Chi può giudicare chi? Racconto di una giornata invernale

Riceviamo in redazione e volentieri pubblichiamo.

Buonasera,

mi chiamo Francesco, ho 19 anni e sono uno dei non tanti giovani lignanesi.

Vorrei sapere cosa pensate di questo piccolo racconto sull’attualità della nostra piccola cittadina, scaturito dalla rabbia e dall’indignazione di due occhi che ogni giorno vedono la disinformazione trasformarsi in fenomeni ai limiti del razzismo. Questa è l’altra voce di Lignano, nascosta seppur forte, un grido di protesta e denuncia verso i concittadini che non sapendo cosa pensare si affidano alle bufale che vengono propinate come informazione.

Buona lettura e grazie in anticipo del vostro parere.

 

“Lo so io cosa fanno questi qua, perché li vedo! Fumano, non fanno niente tutto il giorno e prendono anche 800 euro al mese!”.

Questo commento mi è giunto alle orecchie, mentre mi dedicavo all’attività pittorica. A parlare una signora residente in zona da decenni.

I soggetti presi in causa non sono criminali, nè tossicodipendenti e neanche politici. Si sta parlando dei profughi afgani e curdi ospiti da tre settimane in un hotel della tranquilla cittadina che si rivela essere Lignano nei mesi invernali.

Sempre fresca è la notizia di un giro di sms ed e-mail che avverte la popolazione di girare al largo dal parco adiacente all’hotel dove si trovano queste persone. Il motivo? I bambini non devono venire a contatto con questi individui – che puzzano anche – perché c’è pericolo di contagio della scabbia, sedendosi sulle panchine da loro spesso occupate.

Mi chiedo: hanno qualche idea su come si diffonde la scabbia? Il problema si trova in un seme maledetto: la mancanza di informazione.

Inoltre è partita una raccolta firme contro i “clandestini”. La mia mente è ancora immobile sull’enorme divario esistente tra le parole “profugo” e “clandestino”.

Di questi ragazzi e uomini non mi è capitato di incontrarne neanche uno che abbia abbandonato la patria nativa senza essere stato per qualche motivo obbligato a farlo. Guerre, persecuzioni e corruzione sono i motivi principali, ma molti individui che la guerra l’hanno vista solo nei film fanno fatica a comprendere il dramma umano di una transumanza obbligata.

Storie umane, come le nostre, spezzate bruscamente.

W. ha 25 anni e stamattina, quasi per caso, con un sorriso stampato sulle labbra ci porge la sua mano per fare conoscenza, noncurante delle macchie di vernice e colore che io e mio cugino ci portiamo addosso. E’ estasiato dall’aver incontrato due persone per strada, due giovani che hanno risposto alla sua voglia di socialità. Lo scirocco soffia possente dal mare e continua a macchiare il cielo di nubi e la terra di pioggia […] Ci rivediamo il pomeriggio. W. è stato 9 anni nell’esercito, di cui 5 con il grado di capitano, finché non ha cominciato ad essere perseguitato dai talebani ed è stato costretto alla fuga, abbandonando la moglie ed i figli di 5 e 3 anni.

E’ con un amico, ci offrono una birra, acquistata per noi (loro non bevono) e delle patatine. Parliamo, Ridiamo. Le risate aumentano quando proviamo a cimentarci noi con un po’ di pashto e loro con l’italiano.

Si fa buio ed il vento che ha già cambiato direzione ci porta ora un freddo abbraccio nordico. Lui, il ragazzo che ama l’Italia e crede che ogni italiano sia una brava persona si alza, raccoglie tutti gli scarti in un sacchetto ed in un gesto naturalissimo li butta nel cestino. Una cosa che forse solo a Natale e Pasqua ho visto fare ai miei coetanei. Ci salutiamo con un a presto ed un ma-na-na, grazie.

 

Francesco Sandri

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1 comment

Roberto 2 December 2014 at 14:59

> Salve,
> sono Roberto di Udine …
> L’ articolo “L’ Altra Lignano” (a pagina 3 di Konrad # 202) mi ha lasciato un pò perplesso … A 6 righe dalla fine leggo “Lui, il ragazzo che ama l’ Italia e crede che ogni italiano sia una brava persona” … Cosa vuol dire esattamente? Che “Lui” -25 anni e 9 anni nell’ esercito (!)- è un ingenuo perchè non è vero che “ogni italiano sia una brava persona”? Mah …
> Saluti
> Rob – UD

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