Rosso melagrana

Punica granatum - Wikimedia Commons, Art Mechanic

Come un nastro di porpora le tue labbra,
e la tua bocca è soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.

Cantico dei cantici

Per la sua bellezza e per la gran quantità di semi color rubino, questo frutto dell’autunno ha colpito l’immaginazione umana fin dall’antichità, comparendo in molti miti del Vicino Oriente (la pianta è originaria dell’Asia occidentale) come simbolo di abbondanza, fertilità e bellezza: non è un caso che secondo una leggenda la dea greca dell’amore, Afrodite, avesse voluto l’albero sull’isola di Cipro, che la vide nascere dalla spuma delle onde.

L’albero a cui tendevi / La pargoletta mano, / Il verde melograno / Da’ bei vermigli fior”, come declamava Carducci, è decorativo, e il frutto non è da meno, con la sua forma tonda od ovale che porta a un’estremità gli eleganti resti del fiore. Botanicamente parlando è una bacca carnosa, detta balausta, con una spessa scorza che a maturazione è giallo-verde soffusa di rosso. Dentro, tra le membrane gialline, occhieggiano i chicchi rosso rubino, traslucidi, succosi, dolci e aromatici con una nota acidula.

Chicchi succulenti Ottobre-novembre è il periodo di raccolta di questi frutti, che poi resteranno ancora un po’ sul mercato, ma meglio approfittarne ora per portare a casa quelli maturi al punto giusto, da gustare in tanti modi: al naturale, ovviamente, nei dolci, sotto forma di succo, ma anche nei piatti salati. I chicchi, estremamente decorativi, sono squisiti nelle insalate di verdure crude, cui danno un sapore gradevolissimo: in Turchia addirittura si concentra il succo per usarlo come un condimento agrodolce. I chicchi legano bene anche con le verdure cotte: per esempio in Sicilia insaporiscono e decorano la caponata invernale, a base di sedano, olive, capperi e uvetta. E perché non provarli con ceci o tofu? Nel Vicino Oriente la melagrana è accolta in molti piatti; per esempio in Siria e Turchia si prepara una salsa agrodolce con uno sciroppo ottenuto dal frutto, mescolato con peperoni rossi arrosto, aglio e noci, in Grecia una crema di grano bollito e uvetta, oltre a intingoli con melanzane o avocado. Vale davvero la pena di sperimentare un po’ in cucina!

Sbucciare e spremere Togliere i chicchi uno per uno è un’impresa, ma ci sono dei trucchi per sbucciare in fretta una melagrana. Per esempio si può incidere la buccia per il lungo, aprire il frutto in due e rovesciarlo sopra una ciotola, facendo cadere il contenuto con l’aiuto di un cucchiaio. Battere la scorza con il dorso di un cucchiaio non è consigliabile, perché i chicchi possono finire dappertutto e macchiare indelebilmente abiti e asciugapiatti. Per spremere la melagrana basta fare proprio come con l’arancia: si dimezza il frutto e lo si schiaccia nello spremiagrumi. Il succo può essere filtrato per eliminare i residui delle membrane.

Bacca preziosa Il colore spiccato dei chicchi la dice lunga sul loro contenuto di flavonoidi, che insieme alle vitamine A e C , agli acidi gallico ed ellagico e a vari altri componenti danno al frutto un buon potere antiossidante, in grado di prevenire alcune forme tumorali (in particolare seno e prostata) e di combattere lo stress ossidativo. La melagrana contiene anche vitamina K – che favorisce la coagulazione del sangue e contribuisce alla salute delle ossa – oltre a vari minerali: potassio, prima di tutto, e ancora magnesio, ferro e sodio. La nostra bacca è anche drenante e leggermente astringente, ma alcuni studi evidenziano ben altro: l’azione gastroprotettrice, la capacità di rafforzare il sistema immunitario, oltre che di prevenire le malattie cardiovascolari, l’Alzheimer e alcune problematiche della menopausa (fragilità ossea e depressione). Insomma, è il caso di dire: benvenuta a tavola, melagrana, lasciando fuori casa il melograno, cioè la pianta che ci offre questi preziosi frutti.

Quinoa variopinta

Quinoa variopinta - Crediti: Tasha, Flickr

700 ml di brodo vegetale, 350 g di quinoa, 1 scalogno, 1/2 cucchiaino di curry, 2 carote, 150 g di piselli surgelati, 80 g di chicchi di melagrana, 50 g di pinoli, 3 cucchiai di olio extravergine, succo di limone, sale

Mettete la quinoa in una casseruola con il brodo. Copritela e fatela bollire, quindi abbassate la fiamma al minimo e cuocete per circa 20 minuti.

Intanto tritate finemente lo scalogno e mettetelo in un tegame con il curry, un cucchiaio di olio e due di acqua. Rimestate ogni tanto finché il liquido non inizia ad asciugarsi. Unite allora le carote a dadini e i piselli. Salate leggermente, rimestate e coprite con poca acqua calda. Quando gli ortaggi sono al dente uniteli alla quinoa ormai cotta. Rimestate e regolate di sale.

Condite con l’olio, con i chicchi di melagrana e i pinoli. Mescolate bene e servite subito, oppure tiepido, con una spruzzata di succo di limone.

Scritto da giuliana lomazzi

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