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“Un minuto de silencio” di Ferdinando Vicentini Orgnani

– di Eleonora Molea –

All’interno degli eventi speciali della XIX edizione del Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, in corso in questi giorni tra l’Auditorium del Museo Revoltella, il Cinema dei Fabbri e il Knulp, verrà presentato mercoledì 22 ottobre in anteprima nazionale il film documentario di Ferdinando Vicentini Orgnani “Un minuto di silenzio”. Il titolo è ispirato alle parole del discorso inaugurale della presidenza di Evo Morales nel gennaio 2006 in dedica agli antenati del popolo andino, i regnanti dell’impero Inca, i rivoluzionari come Che Guevara e Luis Espinal che morirono in Bolivia, tutti i protagonisti degli ultimi 500 anni di resistenza indigena. Morales, che tutta la popolazione boliviana chiama comunemente Evo, è stato eletto in seguito a un periodo di instabilità politica dovuta alle dimissioni (forzate) dell’ex presidente Gonzalo Sanchez De Lozada, detto “Goni” del 2003, esiliato ed accusato di genocidio. Evo è il primo presidente indigeno, speranza di tutte le comunità che compongono lo Stato Plurinazionale della Bolivia, ma anche rappresentante sindacale dei cocaleros (i coltivatori di coca, la pianta sacra secondo la cosmovisione andina). Un governatore del “popolo” che però a volte sembra preferire interessi che minano la sicurezza delle comunità che dovrebbe proteggere, come ad esempio nel caso dell’autostrada della riserva del Tipnis nell’oriente boliviano.

Boliviane in protesta a La Paz
Boliviane a La Paz

 

Proteste in Chapare (Bolivia orientale)
Proteste in Chapare, Bolivia orientale

L’idea di produrre un documentario sulla realtà politica boliviana è nata una decina di anni fa a Belgrado, in una cena informale a casa dell’attore Rade Serbedzija e sua moglie, che si è rivelata essere la nipote di Goni. Goni resse la presidenza per due mandati e fu cacciato dal popolo a una anno dalla sua rielezione dopo gli scontri avvenuti a Plaza Murillo a La Paz in cui morirono 60 persone. Il progetto è cresciuto nel tempo e ha cominciato a prendere forma nel 2008 quando Orgnani ebbe l’occasione di conoscere Goni a Washington e in seguito di raggiungere La Paz e viaggiare per tutta la Bolivia.

Orgnani è un registra produttore, o come preferisce definirsi “film maker, intellettuale, curioso”, un testimone appassionato della realtà circostante ma spesso nascosta dalla “grande distribuzione” di informazioni che lascia purtroppo l’America Latina fuori dalle cronache quotidiane. Invece, in questi appassionati anni di ricerca in Bolivia, ha avuto modo di conoscere e di svelare con la sua telecamera e tramite gli elementi raccolti luci ed ombre di una rivoluzione politica, che a tratti sembra una “dittatura soft”. Il risultato di 5 anni di lavoro e ricerca nelle variegate realtà che costellano il territorio boliviano è una metafora sull’uso del potere.

Appuntamento quindi domani 22 ottobre alle ore 20.00 all’Auditorium del Museo Revoltella, anteprima nazionale in cui sarà presente anche il regista.

Ferdinando Vicentini Orgnani a Sucre, Bolivia
Ferdinando Vicentini Orgnani a Sucre, Bolivia

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