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Arte e storia Teatri di confine

Trieste, 1957, Castello di San Giusto accadde che…

– di Gianni Ursini   –

Trieste, 1957, Castello di San Giusto

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Il regista televisivo Vito Molinari ricorda, in un’intervista degli anni Settanta,  la sua esperienza triestina quando nell’estate del 1957 fu chiamato nella nostra città a per la regia dell’operetta  “Al Cavallino Bianco” in programma al Castello di S.Giusto.
Ad un certo punto da dietro le quinte si sentì  un gran rumore provenire dall’esterno, ed egli volle andare a vedere che cosa era successo.

Con suo grande stupore il fracasso era stato causato da tutto il pubblico presente nel cortile delle milizie che era scattato in piedi e batteva le mani a tempo nel momento in cui in base alla trama era entrato in scena l’imperatore Francesco Giuseppe in persona mentre l’orchestra intonava la famosa “Radetzky March”.

A conti fatti, devo dire che la sua meraviglia non aveva ragione di essere, visto che nello stesso periodo la gente faceva ore di fila per poter assistere alla proiezione del film “La principessa Sissi”.

Dopo appena tre anni dal Memorandum di Londra e dalla cosiddetta “seconda redenzione”, con il ritorno dell’Italia il 26 ottobre 1954, riaffiorava tra il pubblico triestino la mai sopita nostalgia per l’Impero Austro Ungarico. Anche queste contraddizioni fanno parte dell’essenza di Trieste.

 

 

 

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