Poveglia per tutti! O no?

– di Eleonora Molea- Poveglia, tre isolette veneziane messe in vendita al migliore offerente. I cittadini ci hanno provato, a tenersele. E ci provano ancora.

Poveglia si trova nel sud della laguna veneta, vicinissima al Lido di Venezia, ed è stata messa all’asta dall’Agenzia del Demanio nel marzo scorso per il progetto “Valore Paese-Dimore”. Prontamente, come una passione, è nata l’idea ad alcuni veneziani di prendersene cura, o meglio di “riprendersela”, contro ogni tentativo di svendita dell’isola da parte di improbabili imprenditori alberghieri. E così in un bar della Giudecca si è creata molto più di una semplice associazione: “Poveglia per tutti”, un esempio che la democrazia, come la terra, è del popolo ed è partecipata. L’obiettivo era di presentarsi all’asta anche soltanto simbolicamente, per far sentire la voce di una cittadinanza che vuole resserci.

Di giorno in giorno le adesioni aumentavano e allo stesso modo si andava estendendo l’eco dei “povegliotti”: la stessa voce adesso parla anche inglese, francese, spagnolo, tedesco… ha viaggiato per tutto il mondo attraverso la rete, arrivando a racimolare ben 420.000 euro da puntare all’asta.

Ma il 13 maggio il verdetto: la quota non era sufficiente per competere con “Mr513” (meglio conosciuto con lo pseudonimo “User-10801”), scoperto poi essere un noto imprenditore veneto che risponde al nome di Luigi Brugnaro, che aveva proposto per Poveglia 513 mila euro.

La differenza non consiste soltanto nei 90 mila euro, ma negli intenti e nel progetto. Brugnaro, presidente dell’Umana Holding, patron della Reyer di basket e già presidente di Confindustria Venezia, ha affermato di averlo fatto per Venezia e i veneziani e con l’intenzione di tener conto delle esigenze dei cittadini. Ebbene, i cittadini avevano già riunito le loro esigenze raccogliendo più di 400.000 euro e un “progetto-non-progetto” di gestione collettiva e l’imprenditore è risultato essere il loro unico antagonista nell’asta.

Certo, la questione non finisce con l’attribuzione della proprietà: ci vorranno altri investimenti (pari a 20 milioni di euro secondo le stime messe a punto dai tecnici del demanio) per i quali “Poveglia per tutti” ha già organizzato ben nove tavoli tecnici formati da circa 40 persone per attuare politiche di sostenibilità ambientale, sociale ed economica in un processo fatto di linee guida, buoni esempi, competenze e suggestioni, traducendo i sogni di tutti in elementi concreti. Il tutto nel segno della trasparenza e della condivisione, proprio come si confà a un Bene Comune. Il documento del gruppo tecnico è consultabile dal sito dell’associazione, e l’aggregazione dei soci è proposta in fine settimana alternati con innumerevoli attività ricreative, dalla passeggiata all’assemblea dei soci.

Ai posteri l’ardua sentenza: la burocrazia intanto temporeggerà nei prossimi 30 giorni per valutare la congruità dell’offerta di chi ne sarà il proprietario per 99 anni. Speriamo di esserlo tutti.

www.povegliapertutti.org

Scritto da eleonora molea

Archeo-antropologa con la passione per il Carso quanto per le Ande, cittadina del mondo, attenta e consapevole alle piccole azioni quotidiane. Ha a cuore il rispetto della Natura e delle tradizioni locali in un’ottica di decrescita felice, chiavi di volta per un "buen vivir" sociale.
Si occupa di comunicazione, della valorizzazione del patrimonio culturale, della salvaguardia dell’ambiente e di tutte le buone pratiche che aiutano a coltivare un'ecologia anche mentale e un benessere psicosomatico.

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