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Notturno

– di Beatrice Achille –

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Da abitante della notte ho trovato riduttivo scrivere che esco la sera soltanto perchè lo fanno tutti, per le feste e per la musica. La verità è che non è soltanto questo.

Si può fuggire dalla nostra vera vita ed assaporare, da lontanto, un solo attimo in cui non pensare a nulla?
E’ ora di cena ed è già tutto apparecchiato: tra piatti e bicchieri è stato appoggiato, quasi distrattamente sul tavolo, anche il solito “non tornare troppo tardi”. Dalla finestra entra la luce del tramonto e sulla scrivania dormono i libri di scuola. Lo specchio ti osserva e poi la porta di casa si chiude dietro le tue spalle. Sei fuori e c’è già quel profumo di primavera. Il resto è un sospiro di sollievo.

La giornata appartiene ai doveri: scuola e studio. Devi prendere atto che hai preso quel brutto voto e tentare di recuperarlo. I tuoi obblighi sono alla luce del sole e devi combatterli, affrontarli e startene sola con loro. Ma non appena quella porta si chiude, con la luce della luna, le preoccupazioni diventano un’ombra.
Arrivi in piazza e là c’è la gente che hai scelto tu di vedere. Non ti sono capitati, hai voluto telefonare loro, hai voluto berci una birra e hai voluto chiamarli amici. Forse è lontano dall’essere vera libertà, ma almeno puoi scegliere.

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Non importa se te ne stai seduto al solito bar o se cerchi la musica nel solito locale, ovunque tu sia. Calato il sole, hai la mente svuotata di tutto. Per quanto tu possa essere annoiato, stanco, arrabbiato il sabato sera esci. E’ l’unico modo per uscire anche dalla quotidianità più stretta, dalla routine bruciante.
Inoltre, se chiudessi gli occhi, la maggior parte dei tuoi bei ricordi non sono forse un notturno?
Certo la domenica mattina ha le sue bellezze, ma non possono ancora sostituire quelle ore di sonno. Sei tornato alle due e le lenzuola ti hanno accolto. Ora devi pagare il prezzo del divertimento, in fondo è tornata la luce del giorno e con essa la pesantezza del vivere.
E non appena le luci della strada s’infuocano all’improvviso, puoi uscire di nuovo, e vivere per un po’ senza catene.

 

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