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Arte e storia

Giorgio Zaninovich e la Sottostazione elettrica di porto Vecchio

– di Laura Paris –

Lo scorso mese di marzo, l’annuale appuntamento delle giornate di Primavera del FAI (Fondo Ambiente Italiano), ha fornito l’occasione per visitare in tutta la regione una cinquantina di luoghi di interesse culturale, storico, artistico e/o paesaggistico.

A Trieste è stato possibile visitare per la prima volta dal termine dei lavori di restauro la Sottostazione elettrica di riconversione (Transformatorenstation) all’interno del complesso del Porto Vecchio.

L’edificio, ubicato a fianco della centrale idrodinamica, risale al 1913 (quando Trieste, per volume di traffici, era il quinto porto in Europa) ed è rimasto attivo sino al 1989.

La Sottostazione elettrica

Al suo interno avveniva la trasformazione dell’energia elettrica che vi giungeva all’alta tensione di 27.000 volt e veniva trasformata, a seconda della destinazione d’uso, in corrente elettrica da 2000 o da 220 volt.

Il restauro ha adattato gli spazi affinché, oltre ad una parte espositiva (oggetto delle visite svoltesi sabato 22 e domenica 23 marzo scorsi), si creasse un’ampia zona in futuro destinata ad ospitare gli archivi storici del porto e le relative sale studio a disposizione di addetti ai lavori, studiosi o semplici curiosi.

La zona espositiva ospita i grandi quadri di manovra in marmo (materiale nobile e al contempo di scarsa resistenza termica) e i retrostanti trasformatori. Con gran lungimiranza, nonostante nessuna legge allora lo prescrivesse, l’intera costruzione (fondazioni, pilastri, travi e solai) fu realizzata in cemento armato per sopportare il peso ingente dei macchinari (uno dei trasformatori arrivava a pesare 8.5 tonnellate!).

Quadro generale (2)

Quadro generale (3)

Seppur all’insegna dell’estrema funzionalità, furono realizzati decori geometrici e floreali visibili per esempio nello zoccolo finale delle piastrelle parietali, nel gusto con cui fu forgiata la ringhiera della scalinata interna o nelle cornici ad arco delle finestre del primo piano per le quali fu impiegata una pietra arenaria proveniente dalle cave muggesane.

Esterno dettagli Interno dettagli (2)

A realizzare la struttura fu la ditta “Martelanz & C.” che nel 1896 aveva eretto in città la cosiddetta “Villa delle Cipolle” (la casa di ispirazione russa di Viale Miramare 229).

Ciò che resta visibile è una straordinaria testimonianza di archeologia industriale nonché dell’attività di uno dei più interessanti architetti locali di inizio secolo: Giorgio Zaninovich.

Nato a Spalato il 27 aprile 1876 e giunto con la famiglia a Trieste nel 1887, Zaninovich frequentò dal 1891 al 1895 la sezione edile della K.K. Triest Staats Gewerbeschule (Scuola industriale superiore di Stato, odierno I.T.I. “A. Volta”) svolgendo contemporaneamente attività di apprendistato presso lo studio dell’ingegnere Luigi Palese prima, e dell’ingegnere Isidoro Piani poi.

Completati gli studi viene assunto dall’I. R. Governo Marittimo di Trieste con la qualifica di costruttore. Al contempo, nelle ore pomeridiane, lavorò presso lo studio di Enrico Nordio e dell’ingegnere Luigi Mazorana e come aiutante progettista per la costruzione del cantiere San Marco a Trieste.

Si iscrisse quindi all’Accademia di belle arti di Vienna (1899-1902) alternando allo studio il lavoro presso l’impresa “Pittel e Brausewetter” cui si devono nel Porto Vecchio di Trieste, la costruzione dei Magazzini 2, 2 a e 4 e a Lubiana la costruzione del famoso “Ponte dei Draghi” (inaugurato nel 1901 e realizzato su progetto dello stesso Zaninovich).

Ponte dei Draghi (Lubiana) (1)Ponte dei Draghi (Lubiana) (4)

A Vienna entrò in contatto con l’ambiente della scuola di Otto Wagner che influì notevolmente sulla sua formazione architettonica e sulla sua futura produzione.

Rientrato a Trieste (1902), iniziò la sua attività come architetto, nonché come capomastro all’interno dell’impresa che condivise (dal 1904) col fratello Gino (Spalato 1882-Trieste 1969), ingegnere formatosi con Friedrich Ohmann alla Meisterschule dell’Accademia Viennese (a Gino, che nel 1927 mutò il cognome in Zanino, si deve nel 1911-12 la progettazione a Trieste della neofiorentina Casa Cassab, sorta tra il Viale XX Settembre, Via Battisti e Largo Bonifacio e del palazzo di Via del Bosco 22, e a Gorizia la realizzazione nel 1914 della “Casa Distrettuale per gli ammalati” in seguito Provveditorato agli Studi).

Nel 1906 realizzò il primo importante edificio pubblico cittadino: la sede per la Società triestina Austria, oggi Circolo Ufficiali di Via Università. L’anno successivo progettò secondo un gusto locale che univa suggestioni liberty ed elementi secessionisti, Casa Zaninovich e quello dopo ancora Casa Valdoni, anche detta Casa del Fauno (le due case sono ubicate rispettivamente ai numeri 23 e 25 di Via Commerciale e colpiscono per le insolite facciate caratterizzate la prima da una loggia a sei arcate e da fasce di motivi vegetali a rilievo e la seconda dal forte plasticismo e dalla presenza di sculture in pietra raffiguranti un fauno, una ninfa e quattro fanciulli).

Casa Zaninovich (1)  Casa Zaninovich (2)  01 - Palazzo esterno (1)

02 - Balcone (1)

Dal 1910 al 1914, in qualità di dirigente dell’ufficio tecnico dei Magazzini generali di Trieste (l’equivalente dell’odierna Autorità Portuale), diresse la costruzione di una serie di edifici portuali di cui, seppur non firmò i progetti, gli si attribuisce la paternità: i varchi del Punto franco, la Casa degli operai, la Dogana vecchia (distrutta) e la già citata Centrale elettrica.

Varco del Punto Franco a Trieste

Dopo la guerra brevettò un sistema costruttivo per la costruzione di murature con blocchi di calcestruzzo forati prefabbricati; il sistema, denominato “ZA”, non ottenne tuttavia il successo sperato. Emigrato in Argentina dopo il 1923, Zaninovich morì a Buenos Aires il 6 novembre 1946.

A quanti vorranno visitare l’edificio portuale non resta purtroppo che pazientare poiché, seppure sia trascorso ben un anno dal termine dei lavori e nonostante l’apertura del sito a cura del FAI abbia attratto più di 2400 persone in meno di due giorni, ad oggi non è noto con che modalità e tempistiche l’Autorità Portuale renderà fruibile il sito…

Laura Paris

PHOTOGALLERY (Cliccare sulle singole foto per ingrandirle)

La sottostazione elettrica di Porto Vecchio

Casa Zaninovich – Trieste, Via Commerciale 23

Casa Valdoni (anche detta del Fauno) – Trieste. Via Commerciale 25

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